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Vitaliano Fantoni Biffe

Vitaliano Fantone Biffe
La biografia L'estetica L'intervista


La biografia
estratto da Testimoni del mito, Vitaliano Fantoni Biffe. Brugherio, IMEDEA, 2008.

Nato nel 1938 a Bucine, Arezzo, frequenta l’Istituto d’Arte di Firenze, sezione Pittura Murale. Trasferitosi a Milano, affianca al suo lavoro di progettista di medaglie una intensa attività artistica, sia come pittore che come disegnatore di vignette di satira politica, che appaiono regolarmente su diversi periodici. Passa gran parte degli anni sessanta a Brugherio dove manifesta con intensità il suo impegno artistico, culturale, civile. Memorabile il suo contributo nella realizzazione della Mostra allestita presso la scuola elementare Sciviero nel 1964, in occasione del ventennale della Resistenza.
Nel 1979 si stabilisce in Toscana con la famiglia, ed apre “Biffearte”, uno studio di grafica pubblicitaria a San Giovanni Valdarno. Collabora con “La Gazzetta di Arezzo”, descrivendo con umorismo graffiante la vita politica locale; le sue strisce sono nel 1999 raccolte nel volume “Valdarno da ridere”, a cura dell’Amministrazione Comunale di Terranuova Bracciolini; “Racconti popolari”, del 1997, raccoglie invece le sue storie a fumetti di carattere vernacolare. Biffe è in questi anni attivo anche come docente, avvicinando i ragazzi delle scuole medie del Valdarno (ed i loro professori) ad espressioni artistiche quali il fumetto, i disegni animati ed il fotoromanzo, e dimostrando notevoli doti didattiche. Nel 1986 viene nominato Collaboratore Tecnico per la Fotografia presso l’ISIA di Firenze, e poi presso l’Istituto Professionale Tornabuoni. In questi anni la sua attività artistica si approfondisce e si ramifica: Biffe si dedica alla scultura, applicando uno zelo quasi rinascimentale nella scoperta e nella lavorazione di materiali nuovi, dal vetro sintetico, alle plastiche, al refrattario. Fonda una scuola di modellaggio in creta, tuttora attiva, e dall’anno 2000 incursiona con successo nel teatro, realizzando le scenografie per le opere liriche “Il Barbiere di Siviglia”, “L’elisir d’amore” ed “Il Don Pasquale”, per la compagnia “Opera viva”. Biffe vive e lavora a Persignano, nella campagna toscana.

© La riproduzione del testo è consentita citando la fonte.

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L'estetica
di Michele Loffredo
estratto da Testimoni del mito, Vitaliano Fantoni Biffe. Brugherio, IMEDEA, 2008.

Nel gustare la cospicua produzione artistica di Biffe ci si accorge che sarebbe ingeneroso voler racchiudere i tanti ed intensi sapori di una lunga attività in una compatta ricetta ad uso dei critici o di fruitori alla ricerca di etichette omogeneizzate. Sarebbe fargli un torto, un torto a colui che ha issato il vessillo del valicare i confini stilistici, di eccedere le apparenze, di giocare con l’arte e con il linguaggio, di velare “pesanti” verità dietro la leggerezza dell’ ironia. La naturale e genuina toscanità affiora quale tratto distintivo nell’ operatività artistica, evitando i famigerati “accademismi”, la retorica o la ricerca estetica fine a sé stessa, del tautologico circuito dell’arte. Perché per Biffe l’arte è sostanzialmente espressione, comunicazione intima e umana partecipativa e politica, popolare e naif, ma sempre autentica e sincera.


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A cura di:
Gennaro Mele - Ufficio Relazioni col Pubblico / Ufficio Stampa
Ultima modifica: Venerdì, 15 febbraio 2008

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